

Frantoio antico (romano)
Gli antichi frantoi romani rappresentarono un’innovazione rivoluzionaria che migliorò significativamente la produzione di olio d’oliva, uno dei pilastri dell’economia dell’epoca. Erano composti da un frantoio in pietra e da una pressa, disponibile in diverse varianti. Ciò che accomunava tutti i modelli era la capacità di estrarre l’olio dalle olive in modo più rapido ed efficiente, trasformando la spremitura in un processo quasi industriale e stabilendo un nuovo standard produttivo.
Dopo la frangitura nel frantoio, la pasta di olive veniva disposta in strati sottili all’interno di ceste intrecciate chiamate fiscoli, impilate l’una sull’altra tra le superfici di pressatura. Il mulino a pietra era solitamente azionato da schiavi, che spingevano o giravano una leva per abbassare l’asse orizzontale della pressa e applicare pressione ai fiscoli. L’olio fuoriusciva dalla pasta e veniva raccolto in una vasca di pietra posta davanti alla pressa.
Oltre alla loro funzionalità, i frantoi romani erano un simbolo dell’importanza della coltivazione dell’olivo nella società romana. L’olio d’oliva era un bene essenziale, utilizzato nell’alimentazione, nella medicina, nell’illuminazione e nella produzione di cosmetici.
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